La Storia

Introduzione
A metà strada tra i due capoluoghi di Cagliari e Oristano, Sanluri da sempre deve la sua fortuna e prosperità alla sua felice posizione, che si è sempre rivelata strategica, sia da un punto di vista storico-militare, che da un punto di vista economico.
Il territorio del comune si estende per circa 90 Km² ed è di natura collinare nella parte più a nord-ovest e pianeggiante nella parte sud.
La sua economia, originariamente più prettamente agricolo-pastorale, si può considerare ora notevolmente sviluppata anche sul versante della piccola industria, del commercio e dei servizi.
Dal punto di vista turistico Sanluri offre diverse opportunità al visitatore: il richiamo maggiore è esercitato dalla presenza del Castello Giudicale, l’unica fortezza medievale rimasta integra e visitabile in Sardegna; il borgo che si estende a sud del castello è stato oggetto di un’attività di recupero che oggi lo rende gradevole a chi si voglia addentrare nei viottoli pavimentati con il tradizionale ‘acciottolato’. Un’occasione particolarmente interessante per conoscerlo, che unisce alla piacevolezza del luogo i colori di una sagra popolare, è la Festa del Borgo, che ogni anno a fine settembre viene organizzata con la collaborazione della Pro Loco dagli abitanti e commercianti del borgo stesso allo scopo di “aprire le porte” delle case più tipiche del centro storico di Sanluri e le sue tradizioni culinarie e artigiane. Altri siti di interesse sono costituiti dal Museo Etnografico dei Cappuccini; da alcune chiese molto antiche (San Pietro, San Lorenzo e San Martino) e dalla parrocchia di Nostra Signora delle Grazie che conservano alcuni piccoli capolavori di arte sacra recentemente restaurati e restituiti al pubblico e ai fedeli.

Le origini del nome
Benché l’origine e il significato del nome Sanluri siano controversi, le testimonianze storiche sembrano favorire l’ipotesi secondo cui il primo nome fosse SELLORI, di cui alcune varianti attestate in documenti risalenti all’epoca medievale sarebbero SE-LORI, SULLURIUM e SELLURI. Questi diversi nomi ricordano tutti l’attuale nome in lingua sarda del paese (SEDDORI) e contrasterebbero l’ipotesi, ritenuta vera per molto tempo, secondo cui il nome della cittadina sarebbe un omaggio verso San Lorenzo. In realtà questa è più una leggenda, aiutata dal culto particolare che i Sanluresi dedicano a tale santo. Rimane da spiegare il significato di SELLORI: varie ipotesi anche diverse convergono tutte sul fatto che in questo nome si nasconde un richiamo alla fecondità granifera del territorio di Sanluri: LORI infatti è la parola che indica appunto il grano. Perciò una delle ipotesi considerate più plausibili è quella secondo la quale il nome SELLORI sia una forma accorciata di una piccola frase che suonerebbe più o meno come SU LOGU DE SU LORI (il territorio del grano).
Nessuno ha espresso un’idea veramente convincente su come collegare l’origine del nome italiano al nome originario SELLORI, di cui non sembra affatto una ‘traduzione’. Possiamo solo citare il fatto che gli aragonesi, gli spagnoli, moltissimi dopo di loro (e molti ancora oggi!) hanno interpretato Sanluri come il nome di un santo, tanto che spesso si trova scritto come SAN LURI e S. LURI.

Le origini del paese e la sua storia
La campagna di Sanluri era abitata sin dai tempi più antichi, ossia sin dall’epoca dei nuraghi. Alcuni storici ipotizzarono l’esistenza di un tempio e un insediamento in epoca romana (Basso Impero). Ma la vera e propria storia di Sanluri comincia nel Medio Evo. Sanluri era originariamente un piccolo borgo che però si sviluppò talmente tanto che ai primi del 1300 divenne capoluogo della curatoria di Nuraminis, cui apparteneva. Il suo fortunato e veloce sviluppo fu favorito dalla sua posizione strategica (su una collina, al confine tra il giudicato di Cagliari e quello di Arborea) e dalla fertilità delle sue terre. Proprio per la sua posizione Sanluri fu molto contesa durante le guerre tra gli Aragonesi (provenienti dalla Spagna) e i Sardi del giudicato di Arborea. Un ruolo di primo piano in queste vicende assunse la presenza del castello (tutt’ora esistente) che fu scenario di intense vicende politiche e militari. Dato che le ostilità tra gli Aragonesi e gli Arborensi non si spensero mai del tutto, il castello venne reso sempre più sicuro e il borgo medievale venne man mano sempre più fortificato: All’inizio del 1400 gli Arborensi eressero un muro di cinta attorno al borgo e al castello e scavarono un largo fossato. Questi sforzi, tesi a proteggere il borgo di Sanluri non bastarono, a fermare gli Aragonesi che, capeggiati dal re Martino il Giovane, in una feroce battaglia nota come Battaglia di Sanluri, nel 1409 sconfissero i sardi e saccheggiarono e distrussero il borgo. Alla morte di Martino il Giovane, avvenuta poco dopo a causa della malaria e si narra -dal troppo amore per la ‘Bella di Sanluri’-, il borgo venne ricostruito e il castello riparato dai danni subiti.
Negli anni successivi, Sanluri conobbe un altro momento di ripresa economica e verso il 1436 divenne una viscontea, che si presentava come un vasto feudo, ricco di terre fertili adatte soprattutto alla coltura dei cereali e allo sviluppo della pastorizia, e con un buon reddito. Come feudo Sanluri era appartenuto sin dal XIV secolo alla famiglia catalana dei Santa Pau che lo mantennero fino all’inizio del XV. Dopo diverse vicende che videro anche il castello al centro di nuove lotte, il feudo di Sanluri venne ceduto nel 1479 alla famiglia Castelvi’ che ne mantenne il possesso fino alla dominazione piemontese nel XVIII secolo per poi passare, per mancanza di successori diretti, a un ramo collaterale della famiglia (gli Aymerich).
Intanto il borgo si era notevolmente ingrandito: era diventato un grosso centro, con una nuova fisionomia: nuove case e nuove chiese erano state costruite anche fuori dalle vecchie mura le cui porte non avevano più funzione difensiva dato il lungo periodo di pace. Tra questi nel 1608 venne costruito su un colle accanto al paese una chiesa dedicata a San Francesco e un convento. Anche la popolazione, che era stata decimata dalle guerre e dalle malattie nei secoli precedenti, aumentava progressivamente fino a raggiungere gli oltre 4.000 abitanti ai primi del XIX secolo.
La fine della storia feudale di Sanluri si ebbe quando il re del Piemonte Carlo Alberto emanò l’editto concernente l’abolizione del feudalesimo: l’ultimo feudatario di Sanluri, Ignazio Aymerich, nel 1439 cedette i suoi diritti di feudatario al re e Sanluri si avviò ad acquisire una piena autonomia politica (il palazzo municipale fu costruito tra il 1874 e il 1878) e a diventare un prosperoso centro comunale.