San Rocco

La Chiesa di San Rocco si affaccia sulla strada che conduce al Convento dei Cappuccini, nel colle omonimo. Si ritiene sia stata costruita nel XVI secolo, in segno di ringraziamento per una scampata epidemia; in realtà fu edificata nella seconda metà del secolo XVII, in seguito alla grave pestilenza che colpì il paese tra il 1652 ed il 1653. Le vittime del contagio, innumerevoli in tutta l’isola, furono a Sanluri 2500, come attesta un registro parrocchiale dell’epoca: “Acquì entre la peste qual levò Antiogo enas – el ano 1652 a 18 setiembre – murieron entre pequenos y grandes 2500 almas”.

Da documenti d’archivio apprendiamo inoltre che alla costruzione della chiesa contribuirono molti cittadini sanluresi, con lasciti testamentari e donazioni.

Il santo titolare, originario di Montpellier, visse nel XIV secolo dedicandosi alla cura degli appestati. Egli stesso si ammalò di peste, guarendo dal morbo. Per questo invocato, soprattutto in passato, contro le pestilenze, è di solito raffigurato accompagnato da un cane, col bastone da pellegrino e la bisaccia, nell’atto di scoprire la gamba per mostrare un bubbone. Così appare anche nel prospetto principale della chiesa sanlurese a lui dedicata, scolpito in rilievo accanto al Cristo in croce e a San Sebastiano, protettore anch’egli contro le epidemie. Il rilievo è ben visibile, sopra il portale d’ingresso, al centro della lunetta.

La facciata della chiesa, col suo campaniletto a vela, il portale archiacuto ed il rosoncino, ripropone, ormai irrigidito, lo schema tipico delle chiese sarde di stile gotico-catalano. L’interno monavato invece, è di gusto rinascimentale. Attualmente utilizzata in occasione di mostre e convegni, l’edificio, ormai sconsacrato, si presenta in discreto stato di conservazione, grazie ai recenti restauri, ma privo dei suoi antichi arredi (l’ancona in legno dorato dell’altare maggiore, il simulacro di San rocco). Questi ultimi vennero presumibilmente distrutti o scomparvero nel periodo compreso tra gli inizi di questo secolo e gli anni ’80, allorché la chiesa vigeva in stato di complesso abbandono. Tra le opere sopravvissute, la campana datata 1706, ora nella chiesa di San Sebastiano a Sanluri.